Ricordo ancora oggi, a distanza di più di un anno, le maratone notturne al pc...

In occasione dell’apertura alle preiscrizioni del Torneo Letterario IoScrittore 2014, abbiamo intervistato Emanuela Valentini, autrice di uno dei romanzi pubblicati in ebook nel corso del 2013.

Il Torneo Letterario IoScrittore è una delle vetrine più importanti per gli scrittori esordienti italiani, e ha da poco ottenuto il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali. Come è maturata la decisione di prendervi parte?

Sono venuta a conoscenza del bando durante le feste di Natale 2011. Le iscrizioni erano aperte e bisognava mettersi in regola entro non so che giorno di fine febbraio, primi marzo, con un’opera che non superasse le 500.000 battute. La cosa era allettante per me, che cercavo di farmi strada da qualche tempo nell’ambito della narrativa, senza nessun risultato. Decisi così di provare. Ai tempi non avevo qualcosa di pronto da spedire, così improntai la trama di un’idea che avevo avuto per un breve racconto natalizio sul valore del tempo, trasformandola in un romanzo che scrissi in meno di due mesi. Ricordo ancora oggi, a distanza di più di un anno, le maratone notturne al pc, le aspettative che legai a quella storia, le speranze, sommate alla convinzione che potessi farcela, nonostante i partecipanti fossero più di mille.

Il suo romanzo si può tranquillamente definire steampunk, uno dei generi della fantascienza dove scienza e tecnologia svolgono una parte fondamentale. Per concepire le Officine del Tempo e descrivere il loro funzionamento ha dovuto documentarsi da un punto di vista scientifico?

Quello che mi ha spinto a dare al romanzo una forte impronta Steampunk è la passione che nutro per i contesti storici culla di scoperte scientifiche paradossali, innovative e pazzesche per l’epoca di riferimento. Le caratteristiche tipiche del sottogenere Steampunk sono: l’anacronismo, le atmosfere retrò, pesanti, notturne. La meccanica a vapore. Bizzarrie innominabili nei personaggi. Tutte cose che da tempo covavo nel cuore, col segreto desiderio di farne una storia, per usare un termine appropriato al linguaggio steam, mirabolante. E certamente ho dovuto studiare e documentarmi parecchio, per rendere fluido e credibile quello che avevo nella testa. Per adattare il più possibile alla realtà il funzionamento delle Officine del Tempo, mi sono basata sulla meccanica degli orologi, delle bombe a orologeria, delle sveglie e ho letto tutto quello che ho trovato sulle teorie quantiche secondo cui lo spazio e il tempo sarebbero “manipolabili”. Ho sempre amato le storie in cui realtà e fantasia si fondono senza che il lettore si renda perfettamente conto dell’attimo esatto in cui dall’una si passa all’altra, e l’intento, quando scrivo, è sempre quello di riuscire a fare quella magia, di incantare chi legge, ingannarlo, lasciargli credere che sia possibile trafugare tempo a qualcuno per venderlo a caro prezzo a qualcun altro. Spero di esserci riuscita.

Il panorama letterario italiano non presenta molti autori contemporanei dediti a questo genere: vi è secondo lei un motivo preciso?

Credo che il motivo per cui non vediamo in libreria molta roba steampunk e sci fi in generale è perchè il mercato non la chiede. Gli editori quindi non la pubblicano. Ben diverso è dire che che non vi siano autori che la scrivono. Ve ne sono, e tanti. C’è in Italia tutto un sottobosco di bravi autori dediti ai sottogeneri sci fi come steampunk, dieselpunk e, ultimamente, un ritorno al mitico cyberpunk: oltre a un vero e proprio movimento che ruota attorno alla fantascienza, ma che non varca i confini della grande editoria per i motivi sopra descritti. Me ne dispiaccio perchè invece vedo le librerie pullulare di brutte storie di sesso e amore dove l’immagine della donna è subordinata a quella del belloccio di turno. Non lo trovo educativo per i giovani e le giovani che si avvicinano alla lettura. Credo che la narrativa tutta abbia diritto a esprimersi e a essere resa fruibile ma che, oggi, quella di genere sia messa a dura prova dalle mode che arrivano dagli States, più mirate al discorso economico che alla vera selezione di roba di qualità.

Ophelia e le officine del Tempo è un romanzo con un ottimo ritmo e molto cinematografico. Ha in progetto di continuare a dedicarsi alla scrittura e sempre alla fantascienza?

Grazie. In molte recensioni leggo che il romanzo è cinematografico, il che mi fa molto piacere, vista la mia recente passione per la sceneggiatura. Io non smetterò mai di scrivere. Dovrebbero uccidermi per farmi smettere. Per quanto riguarda il genere, mentirei e peccherei di presunzione nel dichiararmi autrice di fantascienza, poiché non lo sono (e qualcuno mi lincerebbe, può starne certa). Le Officine del Tempo è stato un laboratorio, un tuffo nel passato futuro, molto diverso dal romanzo che lo ha preceduto: La Bambina senza Cuore, che invece è una favola gotica, e differente dal mio nuovo lavoro, Grotesquerie, una storia macabra dei primi del 900, priva di precise connotazioni di genere, se non forse un mix assurdo.
Ho però nel cassetto la trama per un progetto dieselpunk che non vedo l’ora di poter sviluppare :)

Ritornando al torneo IoScrittore, la selezione delle opere in concorso avviene attraverso i voti degli stessi partecipanti, che diventano così scrittori e lettori al tempo stesso. Dedicandosi alla lettura di queste opere, che opinione si è fatta a proposito della qualità della letteratura contemporanea?

Sulla base della mia personale esperienza non credo si possano trarre grosse deduzioni. Ho trovato qualche perla che non è neppure arrivata in finale (sto ancora cercando l’autore di Jeeves in Italia nel 1935 per leggere tutto il romanzo!) e un sacco di roba non ancora matura per pensare di essere pubblicata. Quello che maggiormente mi è dispiaciuto constatare, è la poca cura che chi dice di amare la scrittura riserva ai propri scritti. La superficialità nella documentazione (che il lettore fiuta immediatamente) e l’immondo egocentrismo dei più, che raccontano la storia della propria vita (poco interessante e spesso condita di scene hot orribili, perchè va di moda). A mio parere abbiamo bisogno di romanzi, di storie meravigliose senza tempo, nelle quali immergersi e dimenticare, per un pomeriggio, tutto il resto. E invece è pieno di gente che pensa che il mondo abbia bisogno di conoscere vite quotidiane noiosissime. Sigh…