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L'eredità dei re

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, la trama è complessa e ben costruita e la parte storica è molto curata. L’elemento fantasy è molto originale [...].


La stagione delle tempeste

Lo stile è quello cui ci ha abituati Sapkowski; ironico, cinico e con passaggi che lasciano da parte la prosa aulica del fantasy classico per immergerci in un mondo in cui turpiloquio e battute prive di finezza colorano alla i dialoghi.


Il lupo dei Drenai

Fin dalle prime pagine le doti narrative di David Gemmell ritornano imperiose a sovrastare qualsiasi altra scrittura esistente: [...].


Il segreto dei maghi

[...]se volete un fantasy completo con le giuste descrizioni, un mondo spiegato bene dai confini all'amministrazione, con personaggi ognuno con una personalità ben definita ma ricca di colpi di scena allora questo è il libro che fa per voi, [...].


Jonathan Strange e il signor Norrell

Le note a piè di pagina sono tra le cose migliori del libro, racconti di storie accennate nel testo, saggi sulle fate, bibliografia di libri inesistenti, un “sottotesto” divertente e in grado di dare profondità e credibilità all’ambientazione.


Jonathan Strange e il signor Norrell

Se non conoscessimo l’anno di pubblicazione non ci verrebbe nemmeno in mente che si tratta di un romanzo moderno, dato che lo stile è del tutto ottocentesco, [...].


La città dei libri sognanti

Sapientemente e con una prosa fluida e accurata, Walter Moers ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio allucinante e allucinogeno, onirico e surreale, fantastico e fantasmagorico.


Il canto del ribelle

L'autrice costruisce una trama originale dal ritmo incalzante. Stile classico e molto curato, piacevolissimo alla lettura. E' un romanzo che conquista pagina dopo pagina e che trasporta la mente in mondi lontani e magici.


Il canto del ribelle

La Harris è riuscita a far sembrare nuova una cosa antica come l’Edda, ed è riuscita a farlo con la solita classe che la distingue, qualsiasi cosa scriva.


Il trono ombra
Mangialibri : Il trono ombra (29 Aprile 2015)

La narrazione procede forse meno spedita rispetto a I mille nomi, probabilmente anche perché mancano le battaglie epiche alle quali Wexler ci aveva abituato e l'unico scontro degno di nota non raggiunge il pathos dei precedenti.


I mille nomi

I mille nomi di Django Wexler è un fantasy atipico scaturito dalla fantasia di un super nerd: poca magia, tanto acciaio e frattaglie sul campo di battaglia.


La compagnia del Corvo

In questa trilogia si può ritrovare il gusto del vero fantasy. Sudore, sangue e magia sono i padroni della storia. Ma soprattutto i veri protagonisti di questo stupendo racconto sono l’amicizia, che lega questo gruppo variegato di guerrieri, e il senso dell’onore che li contraddistingue e li guida nelle difficoltose scelte che dovranno affrontare.


Laguna Beige

Dopo il climax finale, la narrazione sembra correre in fretta e furia verso casa, mentre i tessuti cangianti che la coprivano svaniscono strato dopo strato. Il cinismo evapora con l’ironia, la narrazione commentata diventa meccanica.


Il guardiano degli innocenti

Sapkowski è un geniale creatore di mondi, uno scrittore abilissimo, con una tecnica meravigliosa, scorrevole e profonda.


La città perduta d'avorio e d'argento

[...] molte le storyline, inizialmente non interconnesse, che convergeranno in un unico, grande plot.


I mille nomi

[...] un libro che si lascia leggere molto velocemente, dotato di un buon ritmo e di una ambientazione adeguata, semplice, grazie al ricorso ad uno sfondo relativamente noto nell'immaginario dei lettori (guerre coloniali), ma credibile e non banale.


Il battito delle sue ali

[...]l’autore si distingue dagli altri scrittori fantasy. Invece che terminare con epiche battaglie, dagli esiti catastrofi e di dimensioni mondiali, il finale che sceglie riflette quello che è lo stato di declino fisico di Cale, facendo il lettore partecipe degli sviluppi politici dei reami. Un perfetto esempio di anti-climax, assolutamente imprevedibile.